Google ha aggiornato Android Advanced Protection, il sistema di sicurezza pensato per chi vuole un livello di difesa più alto contro minacce complesse. L’obiettivo è rendere il dispositivo più difficile da compromettere, limitando sia gli attacchi software sia quelli che sfruttano l’accesso fisico al telefono.
Le nuove funzioni non aggiungono solo controlli isolati, ma rafforzano un approccio più coordinato alla protezione: browser, app, autenticazione e collegamenti hardware vengono gestiti con restrizioni più severe. Una scelta che punta soprattutto a utenti esposti a rischi maggiori, come giornalisti, attivisti e figure pubbliche.
Android Advanced Protection e le nuove misure di sicurezza
Tra le novità più interessanti c’è Intrusion Logging, un sistema che registra eventi di sicurezza e li conserva in forma crittografata nel cloud. I dati restano protetti da modifiche e sono accessibili soltanto dall’utente, così da offrire un supporto utile in caso di sospetta compromissione. La funzione è opzionale e va attivata manualmente dalle impostazioni di Advanced Protection.
Un’altra difesa riguarda USB Protection. Quando il telefono è bloccato, una nuova connessione USB viene limitata alla sola ricarica, impedendo il trasferimento dei dati. Si tratta di una misura importante contro gli attacchi fisici, ed è disponibile sui Pixel 6 e modelli successivi, oltre che su alcuni dispositivi compatibili.
Google interviene anche su AccessibilityService, limitando l’accesso a questa interfaccia solo alle app verificate e riconosciute come strumenti di accessibilità. In questo modo si riduce il rischio che applicazioni malevole sfruttino una funzione molto delicata per leggere informazioni sensibili o interferire con altre app installate.
Più barriere contro attacchi fisici e tentativi di accesso
Un’altra scelta significativa è la disattivazione di WebGPU in modalità Advanced Protection. Questa tecnologia consente ai siti web di usare capacità grafiche avanzate del dispositivo, ma la sua esclusione abbassa l’esposizione a possibili exploit che potrebbero sfruttare funzionalità web particolarmente complesse.
Si aggiunge poi Failed Authentication Lock, una funzione che blocca automaticamente il dispositivo dopo una serie di tentativi di autenticazione falliti. È un ulteriore ostacolo contro chi prova ad accedere al telefono con metodi ripetuti e aggressivi, anche se al momento risulta disponibile solo su una parte dei dispositivi compatibili con Android 17.
Visibilità maggiore sulle app e sulla protezione attiva
Tra le novità c’è anche View Supporting Apps, una schermata che mostra quali applicazioni installate verificano lo stato di Advanced Protection. Questa informazione può essere utile sia agli utenti sia agli sviluppatori, che possono così attivare automaticamente protezioni aggiuntive nelle proprie app quando rilevano la modalità di sicurezza avanzata.
Nel complesso, il messaggio di Google è chiaro: la protezione su Android non dipende più soltanto da singole impostazioni, ma da un insieme di restrizioni che agiscono in modo coordinato. Le nuove difese rafforzano il telefono su più fronti e rendono più difficile sfruttare vulnerabilità legate a connessioni, app e autenticazione. Tutti i dettagli sono disponibili sul blog ufficiale di Google.
