Ancora accuse di boicottaggio a Telecom Italia

Wind e Fastweb continuano a denunciare boicottaggi da parte di Telecom Italia.

Ieri in audizione all’Antitrust hanno confermato nuovamente comportamenti lesivi per la concorrenza dell’ex monopolista.

Niente di nuovo, considerata l’istruttoria AGCM di dicembre a carico di Telecom Italia per presunti abusi sul mercato della telefonia residenziale e broadband.

I due operatori TLC sostengono che Telecom Italia non fornisca informazioni aggiornate sullo stato della rete e in ogni caso diverse da quelle disponibili alle proprie divisioni commerciali.

Non meno importante il fatto di continuare “a opporre no ingiustificati alle richieste di attivazioni dei servizi di accesso da parte dei concorrenti”, come riporta La Stampa.

In questo modo spesso non viene consentita l’acquisizione di nuovi clienti e comunque se ne ritarda notevolmente il cambio di operatore.

Telecom Italia ieri è stata sentita sulla questione, ma l’Antitrust ha deciso di esprimersi solo dopo aver ottenuto il parere del Garante delle Telecomunicazioni.

Però qualcosa non torna perché se da una parte esiste un cospicuo dossier da 130 pagine sull’argomento, dall’altra un Commissario in vista come

Maurizio Dècina si dice sconcertato dei ripetuti appelli di rischio fallimento invocati ad esempio da Wind.
“Non hanno ragione quando innescano polemiche improduttive. Mentre è vero che in Italia c’è un problema di concorrenza sui servizi di rete fissa. Nella revisione dei prezzi wholesale offerti da Telecom agli OLO in un mercato di circa 1,6 miliardi di euro all’anno, AGCOM ha chiaramente indicato due obiettivi strategici: stimolare la competizione nei servizi di accesso in rame e sviluppare i nuovi servizi di accesso in fibra ottica”, ha dichiarato Dècina a La Repubblica.

Già, ma il problema non è solo tariffario.

È sufficiente fare una chiacchierata con qualsiasi tecnico installatore di Telecom Italia per scoprire che ormai la maggior parte degli interventi in grandi città sono per far fronte alle nuove attivazioni dei concorrenti.

Dopo quanto detto, aggiungerei che chi ne paga le conseguenza sono sempre i consumer!




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