Le dispositivi elettronici invecchiano, questo è normale. Molto meno normale, però, è il sospetto che il loro rendimento venga ridotto intenzionalmente per spingere gli utenti a sostituirli prima del previsto. È proprio su questo terreno che si apre la nuova battaglia legale che coinvolge Amazon e le sue Fire TV Stick. Una class action depositata presso la Corte Superiore della contea di Los Angeles accusa infatti il colosso dell’e-commerce di aver favorito una presunta obsolescenza programmata ai danni di alcuni modelli datati. Al centro della vicenda ci sono soprattutto le Fire TV Stick di prima e seconda generazione, finite sotto la lente per un presunto deterioramento delle prestazioni non attribuibile solo all’usura naturale.
Obsolescenza programmata e Fire TV Stick: le accuse ad Amazon
La causa nasce dall’esperienza di Bill Merewhuader, che nel 2018 aveva acquistato due Fire TV Stick di seconda generazione. Dopo anni di utilizzo, i dispositivi avrebbero iniziato a mostrare rallentamenti sempre più evidenti: streaming meno fluido, menu in ritardo, tempi di caricamento più lunghi e una risposta generale peggiorata fino a rendere le chiavette, di fatto, poco utilizzabili. Nel 2024, l’utente avrebbe quindi acquistato due nuovi prodotti.
Il nodo della denuncia non riguarda il semplice calo di prestazioni nel tempo, considerato fisiologico per qualunque dispositivo, ma l’ipotesi che Amazon abbia deliberatamente limitato l’efficienza dei modelli più vecchi per accelerarne la sostituzione. In altre parole, secondo i querelanti, non si tratterebbe di un normale decadimento dell’hardware, bensì di una strategia pensata per rendere le unità “bricked” con largo anticipo rispetto al fine vita naturale.
Il presunto mancato avviso agli utenti
Un altro punto contestato nella class action riguarda la trasparenza verso i consumatori. Secondo la denuncia, Amazon non avrebbe informato con sufficiente chiarezza gli acquirenti sulla possibilità che le Fire TV Stick potessero peggiorare sensibilmente le proprie prestazioni nel corso degli anni. Questo elemento metterebbe in discussione anche le aspettative create al momento dell’acquisto, soprattutto per chi aveva scelto il prodotto contando su una durata più lunga.
Al momento Amazon non ha rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda. Resta quindi da capire quale sarà la linea difensiva dell’azienda e se il tribunale riterrà sufficienti gli elementi presentati dai ricorrenti per far proseguire il procedimento.
Chi può essere coinvolto e cosa cambia per il mercato
Secondo quanto riportato nella denuncia, la class action riguarderebbe i residenti negli Stati Uniti che erano ancora in possesso di una Fire TV Stick di prima generazione al 1° gennaio 2023 oppure di seconda generazione al 1° aprile 2023. Si tratta dunque di una platea potenzialmente ampia, almeno sul mercato americano, e il caso potrebbe avere effetti più ampi sul dibattito attorno alla durata reale dei dispositivi streaming.
La vicenda arriva in un momento in cui il segmento delle TV Stick è particolarmente competitivo. Anche la concorrenza si muove, come dimostra il recente aggiornamento della Xiaomi TV Stick HD, proposta come alternativa diretta proprio in questa fascia di prodotti. Per gli utenti, il caso Amazon riporta al centro una domanda sempre più attuale: quanto può durare davvero un dispositivo, e quanto invece viene reso vecchio prima del tempo?







