Al via in America una Class Action contro Apple: prove di un accordo tra Jobs e 5 editori per controllare i prezzi degli e-book.

Ci sarebbe un accordo tra Steve jobs e 5 editori, volto a “livellare”  il prezzo di vendita degli e-book.

Tra le case editrici coinvolte figurano nomi di spicco dell’editoria mondiale:

  • Harper Collins (filiale della News Corporation di Rupert Murdoch)
  • Simon & Schuster (CBS)
  • Hachette Book Group (del gruppo francese Lagardère)
  • Macmillan (filiale della tedesca Verlagsgruppe Georg von Holtzbrinck)
  • Penguin (Pearson)

Le case editrici avevano chiesto di archiviare il caso, ma proprio in questi giorni la corte di New York ha negato loro l’archiviazione.

La Apple dal 2010 con il lancio di iPad è entrata in concorrenza diretta con il Kindle di Amazon contendendogli il primato nel mercato degli e-book. Amazon, per non perdere il primato, avrebbe rinunciato a parte degli utili nella vendita degli e-book, mantenendo il prezzo medio intorno a 9.99 Dollari. Per aggirare la mossa di Amazon, Apple avrebbe lasciato liberi gli editori di fissare il prezzo di vendita, comportando così un aumento fino a quasi 15 dollari.

“E’ ampiamente documentato che Apple è diventata parte integrante di questa cospirazione e che avesse ben compreso che il risultato della sua partecipazione sarebbe stato l’eliminazione della concorrenza sui prezzi al dettaglio, costringendo i consumatori a pagare un po’ di più per gli ebook” si legge nelle motivazioni depositate dal giudice.

Vedremo quali saranno i risvolti di questa vicenda legale.




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