AGCOM interviene sul piano di numerazione delle telecomunicazioni con una misura pensata per rendere più immediata l’identificazione di chi chiama e per ridurre l’impatto del telemarketing aggressivo. La nuova delibera 21/26/CIR, ancora non pubblicata, aggiorna la disciplina introdotta nel 2015 e introduce un cambio rilevante per i call center che operano nel rispetto delle regole.
In sintesi, gli utenti dovranno poter riconoscere con maggiore facilità l’origine della chiamata leggendo il numero visualizzato sullo schermo. La scelta si inserisce in un percorso più ampio di rafforzamento della trasparenza nelle comunicazioni elettroniche e di contrasto alle pratiche scorrette che negli ultimi anni hanno eroso la fiducia dei consumatori.
AGCOM e il nuovo piano di numerazione per i call center
Il fulcro dell’intervento è l’obbligo, per i call center legittimi, di utilizzare un numero breve a tre cifre. Si tratta di una soluzione già nota agli utenti, perché associata ad altri servizi riconoscibili come l’assistenza clienti. L’obiettivo è distinguere più chiaramente le chiamate affidabili da quelle potenzialmente ingannevoli, spesso effettuate con numeri geografici o mobili che sembrano appartenere a privati.
La delibera nasce anche dopo la consultazione pubblica svolta con gli operatori del settore e aggiorna il Piano nazionale di numerazione del 2015. AGCOM punta così a rafforzare la credibilità delle imprese che operano correttamente, offrendo al tempo stesso una tutela più efficace agli utenti finali. Il provvedimento adotta inoltre un approccio graduale, con misure immediatamente operative e ulteriori approfondimenti affidati a un successivo tavolo tecnico.
Un altro fronte affrontato dalla delibera è quello del CLI spoofing, ossia la manipolazione dell’identità del chiamante. In alcuni casi, infatti, viene mostrato un numero italiano al posto di quello effettivo, spesso internazionale, rendendo più difficile per l’utente comprendere la reale provenienza della telefonata. L’aggiornamento normativo mira proprio a limitare queste distorsioni.
Più numerazioni e nuove regole per identificare chi chiama
La nuova disciplina integra anche le misure già previste dalle delibere 106/25/CONS e 271/25/CONS, dedicate ai filtri contro le chiamate provenienti dall’estero con numeri fissi e mobili. In parallelo, vengono ampliate le numerazioni utilizzabili come identificativo del chiamante per diversi servizi, includendo emergenza, pubblica utilità, assistenza clienti, servizi armonizzati europei a valenza sociale, numerazioni con addebito al chiamato e canali SMS/MMS e dati.
Questa impostazione rende più ordinato l’ecosistema delle comunicazioni e consente una gestione più coerente delle diverse tipologie di servizio. Per gli utenti, il vantaggio principale è la maggiore leggibilità del numero in entrata; per gli operatori, invece, si apre una fase di adeguamento che dovrà bilanciare esigenze tecniche, trasparenza e continuità operativa.
Il tavolo tecnico e il futuro del telemarketing
Accanto alle misure subito applicabili, AGCOM istituirà un tavolo tecnico per definire le modalità attuative e per affrontare ulteriori temi regolatori. Tra questi figura anche la possibilità di riservare numerazioni specifiche ai servizi di teleselling e telemarketing, tenendo conto delle recenti novità normative nel settore dell’energia elettrica e del gas.
La direzione indicata dall’Autorità è chiara: rendere più riconoscibili le chiamate legittime e più difficile l’uso di strumenti opachi o aggressivi. Se le regole verranno applicate in modo efficace, il nuovo piano di numerazione potrà contribuire a migliorare la qualità della relazione tra aziende e utenti, riducendo gli abusi e aumentando la fiducia nelle comunicazioni commerciali.












