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Addio Meta AI. Tenga presente che un avvocato ci ha consigliato di mettere questo | E’ una bufala

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Sta circolando con insistenza su Facebook un messaggio che comincia con le parole “Addio Meta AI” e invita gli utenti a copiare e incollare un testo nel proprio profilo per evitare presunte violazioni della privacy. Secondo quanto riportato, un avvocato avrebbe consigliato di pubblicare questa dichiarazione per proteggersi legalmente, in quanto Meta, dicono, sarebbe diventata un “ente pubblico”.

Addio Meta AI. Tenga presente che un avvocato ci ha consigliato di mettere questo, altrimenti potrebbe avere conseguenze legali – Bufala

Il testo prosegue sostenendo che, se non si pubblica il messaggio almeno una volta, si darà automaticamente il consenso a Meta per utilizzare liberamente le nostre informazioni personali, le foto e i contenuti del profilo. Alla fine del messaggio si legge una sorta di formula di dissociazione che dovrebbe, nelle intenzioni di chi lo condivide, bloccare l’uso dei propri dati da parte della piattaforma.

Il testo completo:

Addio Meta AI. Tenga presente che un avvocato ci ha consigliato di mettere questo, altrimenti potrebbe avere conseguenze legali. Poiché Meta è ora un ente pubblico, tutti i membri devono pubblicare una dichiarazione simile. Se non pubblichi almeno una volta, si presumerà che non ti importi che usino le tue informazioni e le tue foto. Non concedo a Meta o a nessun altro il permesso di utilizzare i miei dati personali, informazioni del profilo o foto. Copiato e incollato.

E’ una bufala

Si tratta di una bufala, priva di qualsiasi fondamento giuridico. Pubblicare un messaggio sul proprio profilo non modifica in alcun modo le condizioni d’uso della piattaforma, né ha effetto legale sui termini di servizio che ogni utente accetta al momento della registrazione. Meta, inoltre, non è un ente pubblico, ma un’azienda privata quotata in borsa, e non è soggetta a obblighi di questo tipo.

Questo genere di messaggi è già circolato in passato, con nomi e varianti differenti: prima si parlava di Facebook, poi di Instagram, ora di Meta AI. Cambia la forma, ma la sostanza resta la stessa. Sono tutte catene di Sant’Antonio che sfruttano l’ansia legata alla gestione dei dati personali per ottenere visibilità e condivisioni.

Per chi vuole davvero tutelare la propria privacy, l’unico modo efficace è accedere alle impostazioni del proprio account e configurare con attenzione i livelli di condivisione, decidendo chi può vedere foto, post e contenuti. I termini e le condizioni di Meta, come quelli di qualsiasi altra piattaforma, sono contrattuali e non possono essere modificati con un semplice post.

In conclusione, il messaggio “Addio Meta AI” è solo l’ennesima bufala social. Condividerlo non serve a nulla, anzi, contribuisce a diffondere disinformazione. Se davvero ci tieni alla tua privacy, informati dalle fonti giuste e gestisci consapevolmente i tuoi dati direttamente dal tuo profilo

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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