Sta circolando sempre più spesso una nuova truffa che sfrutta le speranze e le aspettative di chi è in cerca di lavoro. Il messaggio – che può arrivare via SMS, messaggio WhatsApp o attraverso una chiamata (dal numero 3201467978) – suona rassicurante: “Abbiamo ricevuto il tuo curriculum, aggiungici su WhatsApp per parlare di lavoro”. Ma è proprio questa frase a dover far scattare un campanello d’allarme.
“Abbiamo ricevuto il tuo curriculum, aggiungici su WhatsApp”: attenzione, è una truffa
Il messaggio arriva da un numero di cellulare italiano, non salvato in rubrica. Il tono è amichevole e professionale, studiato per apparire credibile. In molti casi, i truffatori usano anche nomi di aziende note o sigle generiche come “recruiting team” per sembrare affidabili. Ma si tratta di un inganno.
Negli ultimi giorni sono moltissime le segnalazioni da parte di utenti italiani che hanno ricevuto questo tipo di contatto. Alcuni addirittura più volte, da numeri diversi. L’obiettivo finale? Portare l’utente a cliccare su link pericolosi, condividere dati personali o accettare “colloqui” che nascondono richieste di denaro, truffe romantiche o tentativi di phishing.
Chi rischia di più
Chi non è attivamente in cerca di lavoro, magari perché già occupato, riconosce facilmente la truffa: non ha inviato curriculum, quindi sa che nessuna azienda dovrebbe contattarlo. Diverso invece il caso di chi è davvero in cerca di un impiego: l’attesa di una chiamata può abbassare la soglia di attenzione e rendere l’inganno più efficace.
L’apparente affidabilità del numero (italiano, con prefisso reale) e l’uso di frasi generiche ma convincenti rendono questa truffa particolarmente insidiosa per chi sta inviando candidature.
Come difendersi
-
Non fidarti dei numeri sconosciuti, anche se italiani.
-
Evita di aggiungere numeri sconosciuti su WhatsApp solo perché ti dicono che hanno ricevuto il tuo curriculum. Le aziende serie usano email ufficiali o piattaforme di recruiting.
-
Non cliccare su link ricevuti via WhatsApp da contatti che non conosci.
-
Segnala il numero a WhatsApp e, se possibile, alla Polizia Postale.







