Per gli operatori telefonici ogni modifica si può tradurre in risparmi notevoli, per questo motivo quasi tutti stanno migrando verso l’adozione di tariffe e piani con cadenza di 4 settimane, non più di 30 giorni. L’obiettivo è chiaro, ovvero risparmiare qualche giorno al mese allo stesso costo di prima, una ‘semplificazione’ che premia solo le casse degli operatori e anticipa per noi il pagamento dei canoni ‘mensili’.
La novità consiste, come detto, nel fatto che fino ad oggi gli utenti che avevano sottoscritto i pacchetti dovevano ricaricare ogni mese una certa cifra, mentre col nuovo sistema la scadenza del canone sarà fissata a 28 giorni.
In parole povere, per ricevere lo stesso servizio di prima si verrà costretti ad onorare una bolletta in più: vale a dire 13 anziché 12. Con un aumento dei costi pari all’ 8%.
Wind e Vodafone hanno introdotto la novità solo per i nuovi contratti ricaribali, lasciando inalterati quelli in essere a marzo e a giugno, rispettivamente.
Tim, invece, “ritoccherà” a giorni anche i contratti in essere, ossia quelli stipulati prima dell’1 agosto. 3 Italia, da parte sua, già applicava il sistema delle quattro settimane ai contratti ricaricabili.
Ti potrebbero interessare:










