WhatsApp: «Serve sangue per la bimba». È una truffa

In questo ultimo periodo, oltre alle solite email e facebook, s’è aggiunto anche Whatsapp tra i metodi dei truffatori. In questi giorni circola un falso appello lanciato da un sedicente medico del pronto soccorso di Feltre, in provincia di Belluno, che chiede sangue per una bambina in fin di vita. Logicamente, interpellati i diretti interessati, nessun dottore ha mai diramato questo messaggio e l’azienda sanitaria locale non utilizza i social network per attivare le emergenze. A dire il vero questo messaggio è già circolato nel 2014 tra gli utenti Whatsapp e, come spesso accade, a volte ritornano.

Ecco nello specifico il messaggio che potrebbe arrivare su WhatsApp:

mi hanno chiesto di diffonderlo dal policlinico per il reparto di pediatria. C’è bisogno di sangue A RH negativo per una bambina che sta molto male

La Usl 2 ha smentito la notizia e da allora il cellulare indicato nel messaggio risulta irraggiungibile:

Le esigenze trasfusionali dei pazienti sono gestite e soddisfatte dal Centro Trasfusionale, il quale si interfaccia direttamente con le Associazioni dei donatori di sangue che hanno strumenti organizzativi tarati sia per garantire il costante flusso di donatori sia per rispondere a particolari bisogni. Non vengono certi diffusi appelli per Whatsapp

 




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