Violato il DIRITTO ALL’OBLIO, multa a Google

Il diritto all’oblio è una particolare forma di garanzia che prevede la non diffondibilità, senza particolari motivi, di precedenti pregiudizievoli dell’onore di una persona, per tali intendendosi principalmente i precedenti giudiziari di una persona. Applicata al web è il diritto ad essere “dimenticati” online, cioè la possibilità di cancellare, anche a distanza di anni, dagli archivi online, il materiale che può risultare sconveniente e dannoso per soggetti che sono stati protagonisti in passato di fatti di cronaca

Google, il motore di ricerca più famoso e diffuso al mondo, è stato spesso implicato in queste vicende, per ovvi motivi. Ci consente di ricercare qualsiasi tipo di informazione anche a distanza di 10 anni. La Cnil, la commissione nazionale francese per l’Informatica e la Libertà, in questi giorni ha condannato proprio la società californiana (con una multa di 100 mila euro) per violazione delle disposizioni sul «diritto all’oblio»

Il colosso americano è infatti accusato di applicare tali disposizioni (Quelle del diritto all’oblio) solo per le ricerche effettuate dalle estensioni europee della sua piattaforma (come Google.it o Google.fr) ma non da Google.com

tra le motivazioni leggiamo

Contrariamente a quanto sostenuto da Google, rimuovere contenuti da tutti i domini non minaccia la libertà d’espressione, in quanto non implica la cancellazione dei contenuti da Internet. Abbiamo lavorato duro per implementare il diritto a essere dimenticati in Europa nella sua completezza. Ma in linea di principio siamo in disaccordo con l’affermazione del CNIL che esso ha l’autorità per controllare i contenuti ai quali le persone possono accedere al di fuori della Francia. Abbiamo nel nostro piano un ricorso in appello




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