Viene diffidato per aver utilizzato lo stesso template per il suo sito

Affari di web. Nel mondo fisico, così come in quello cibernetico, a volte basta un timore infondato per far nascere una disputa, chiamare in causa un legale e mettere fine a qualcosa per cui si era faticato tanto. Una partnership basata sulla passione per il pianoforte, ma anche su un’amicizia di vecchia data, si è così estinta a marzo del 2016, dopo circa un mese di conflitti.

Questo è quello che è successo fra il Direttore di una radio online, realtà no-profit impegnata nella scoperta di talenti artistici in erba e l’amministratore di un forum al quale la radio si era affidata.

Il primo, Emanuele, un ragazzo di vent’anni carico delle ambizioni e apprensioni che comporta l’ultimo anno di liceo, si è visto recapitare dopo minacce via chat varie lettere di diffida dall’avvocato per conto del secondo.

Le diffide intimavano la messa offline del sito personale del giovane per “violazione del diritto d’autore”. L’opera in questione era il template, vale a dire la struttura del sito, che era stato utilizzato da entrambi.

Quando si crea un sito web solitamente si scaricano o si comprano dei template:  il diritto che spetta agli utilizzatori è il “diritto all’utilizzazione” dell’opera, mentre il “diritto di paternità” spetta all’azienda o team che lo ha sviluppato.  Solo nel caso in cui si goda della paternità dell’opera è possibile procedere legalmente per tutelarsi da un utilizzo non autorizzato.

Nel caso dell’ingegnere e del suo sito, il template era stato scaricato, non creato, per cui l’unico diritto rivendicabile era quello di utilizzazione, diritto del quale godeva anche la controparte e chiunque altro avesse scaricato quei contenuti.

Per queste ragioni, la persona che ha fatto partire la diffida nei confronti del ragazzo, appropriandosi illecitamente di un’opera non sua, avrebbe potuto subire azioni legali per violazione del diritto d’autore da parte di chi deteneva la paternità dell’opera, i creatori del template, e da parte del ragazzo per calunnia.  Non parliamo se poi , una volta scoperti gli altarini, quella stessa persona utilizzava programmi craccati per la produzione della grafica del suo sito. Un controsenso.

Non pago del suo operato, nonostante i tentativi di chiarimento del diffidato, il trentenne ha cominciato a diffamarlo presso amici e conoscenti. Oltre che il sonno e collaborazioni  lavorative importanti, il giovane ha perso la fiducia nei confronti di amicizie rivelatesi mendaci:

La perdita di figure cardine per me come il mio maestro di pianoforte e sua moglie, ai quali ero fortemente legato fin dall’infanzia, è uno degli episodi che più mi ha traumatizzato in questa storia. Conservo ancora gli spartiti che mi  hanno regalato nel corso degli anni. Purtroppo hanno preso per buone le accuse, senza indagare sulla fondatezza, forse basandosi sulla fiducia nei confronti di una persona più frequentata rispetto a me, e hanno giustificato e appoggiato le sue azioni

Infine, come in ogni opera di prepotenza che si rispetti, il Dottore ha concluso il tutto con una “damnatio memoriae”: ban di Emanuele e dei suoi collaboratori dal forum,  cancellazione definitiva dei lavori registrati dagli stessi con tanta dedizione e  pubblicazione di un comunicato che inventava contenziosi fra il suo portale e la radio web.
Viene naturale interrogarsi sulle motivazioni: eccessivo timore di plagio? Ansia da concorrenza? Manie di protagonismo?  In ogni caso non è dato a noi indagare e azzardare diagnosi.

Per quieto vivere, il ragazzo ha dovuto chiudere il vecchio sito e rimboccarsi le maniche per ricostruirlo con uno stile grafico che non potesse dar luogo a polemiche.

Ora, debitamente informato, Emanuele spiega:

Se in quel momento avessi avuto un avvocato avrei compreso prima la situazione e denunciato a mia volta chi mi stava manipolando. Sono stato angosciato per settimane, le diffide parlavano di reato penale, mentre l’ambito era civile. Non avevo nessuna conoscenza in materia giuridica, i miei genitori ancora meno e per questo mi ripetevano di chiudere il mio sito personale

Nonostante questa amara vicenda, Emanuele non ha permesso ad altre persone di spegnere la sua passione ed ha portato avanti con caparbietà un progetto che sta cercando di dare spazio a centinaia di giovani:

Come dice Vasco “Io sono ancora qua” e di sicuro mi sono fatto le ossa. Anzi, grazie a questa esperienza attualmente la mia emittente può vantare un lodevole settore legale e non solo

Il problema è che nell’era di Internet la tutela del diritto d’autore sta diventando un fenomeno sempre più complesso: la moltitudine delle opere, la facilità della loro condivisione globale e fruibilità rende più agevole il plagio che non la denuncia di questo.

Il confine fra l’utilizzo lecito e la copia è sottile e non immediatamente tracciabile: imitare, ristrutturare, elaborare, non citare le fonti, è sufficiente per spacciare come proprie le idee di altri.

La complessità del web rende necessaria una adeguata tutela normativa, poiché crea situazioni ambigue che possono essere strumentalizzate facilmente.  Nel caso in questione, infatti, è stato deliberatamente tirato in ballo un diritto d’autore che non esisteva, inventando un’appropriazione illecita di materiali che,  nella prassi quotidiana, vengono legalmente e gratuitamente utilizzati da molti siti internet.

Assurdo che il tutto sia stato architettato da un addetto ai lavori, non un praticone improvvisato del web, che è riuscito a convincere un legale, a intraprendere una causa persa contro un amico.

Un’esperienza come quella di Emanuele è la dimostrazione che ai tempi dell’informazione libera e diffusa sul web è quasi obbligatorio avere un legale in grado di opporre precisi diritti di fronte a richieste pretestuose avanzate da malintenzionati: la conoscenza delle leggi nell’ambito in cui si opera è fondamentale, non solo per difendersi da eventuali accuse ma anche per essere sicuri di essere nel giusto nel momento in cui si accusa qualcun altro.

fonte: www.radioartistaweb.com




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