Telefonate commerciali ogni giorno, c’è qualche soluzione? Il registro pubblico delle opposizioni funziona?

Un nostro lettore ci pone questa domanda circa le telefonate commerciali che ogni giorno riceve da vari call-center che gli cercano di vendere qualcosa, qualsiasi cosa. Si va dal cambio di operatore telefonico al cambio di gestore dei servizi elettrici ma anche la vendita di abbonamenti “combinati” di Sky e Mediaset. Insomma di tutto di più

Ecco il testo della segnalazione del ns lettore:

A casa mia chiamano ogni giorno, anche di domenica. Non se ne può più davvero! Pensate che il mio numero non è sull’elenco però chiamano lo stesso! Ma da dove lo hanno preso? C’è una soluzione a ciò?

In effetti ci sarebbe il registro pubblico delle opposizioni ed in effetti il suo scopo sarebbe proprio quello di tutelare il cittadino il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici. 

Ma è realmente cosi?

A quanto pare NO. Il primo problema è dato proprio dal fatto che se il vostro numero non è presente negli elenchi telefonici pubblici non vi potete iscrivere al registro delle opposizioni poichè se provate a fare la registrazione vi viene fuori “impossibile iscriversi perché il numero già non è sull’elenco

Un altro allarme è stato lanciato da Giuseppe Busia, segretario generale del Garante della Privacy, che ha dichiarato:

Il sistema non funziona, non tutela i cittadini. Noi siamo sommersi dalle segnalazioni di utenti infuriati e andiamo fino in Albania per le ispezioni nei call center, contro gli abusi

Altroconsumo, nella persona di Marco Pierani, spiega:

Le norme italiane sono limitate. Non prevedono un registro per la negazione totale del consenso, come in altri Paesi europei. Una sorta di “registro universale” i cui iscritti non possano essere mai chiamati a scopo di marketing (anche se dovesse risultare che in precedenza hanno acconsentito). Così basta distrarsi un momento mettere una X su un modulo, e non si esce più dal tunnel delle telefonate moleste

Le norme permettono una via d’uscita ma non è detto che questa sia facilmente percorribile:

permettono all’utente di annullare il consenso già dato, ma per farlo bisogna rivolgersi all’azienda cui lo si era concesso. Lo stesso Garante riconosce che è complicato. Un registro universale fornirebbe invece la prova inoppugnabile che l’utente non vuole più essere chiamato, assicurando quindi a chi sgarra una maggiore “certezza della pena”. Come succede oggi per chi utilizza l’elenco telefonico pubblico senza filtrare i numeri iscritti al registro delle opposizioni.

«Il registro, tecnicamente, funziona bene», dicono dalla Fondazione Ugo Bordoni, del ministero dello Sviluppo economico, che lo gestisce. «Il problema sono i consensi dati involontariamente dagli utenti a finire in elenchi diversi da quello pubblico protetto da noi». Anche qui, la ricetta è la stessa: «Serve un registro potenziato ». Il Garante chiede anche una modifica normativa per poter erogare sanzioni più alte delle attuali (da 10 a 120 mila euro). Le aziende di marketing devono pagare per filtrare i propri numeri con il registro delle opposizioni (da 18 euro per un pacchetto di 1.500 numeri a 208mila euro per uno da 100 milioni), quindi alcune possono essere tentate di saltare questo passaggio accettando il rischio di una (piccola) multa. Le lacune sono insomma numerose: in attesa di correzioni normative, per ora non all’orizzonte, agli utenti non resta che difendersi con le armi disponibili, il registro e le segnalazioni al Garante. E prestare la massima attenzione quando firmano qualcosa.

E voi? siete tempestati di offerte commerciali?




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