Samsung Galaxy Note 7, ecco la possibile causa delle “esplosioni”

Torniamo a parlare della “frittata” fatta da Samsung con il Galaxy Note 7. Sicuranente ne avrete sentito parlare, il phablet di Samsung è stato ritirato dal mercato portando, secondo delle stime degli analisti, circa 5,7 miliardi di dollari di perdite sui prossimi tre mesi, calcolati su mancati profitti e costi di rimpiazzo.

Ma qual’è la causa di queste esplosioni di alcuni dispositivi?

Secondo l’analisi di ReCode(sito americano molto autorevole nell’ambito della tecnologia) la causa potrebbe essere una vite interna, deputata ad ancorare lo smartphone alla batteria: quest’ultima, se non stretta adeguatamente, potrebbe mandare in corto il circuito di alimentazione e causare ciò che tutti abbiamo sentito parlare

Ma come avviene l’assemblaggio di uno smartphone? Subisce dei test approfonditi?

Certo che si. Subiscono moltissimi processi di verifica, ecco un pò di passaggi.

All’assemblaggio di uno smartphone partecipano varie aziende: c’è chi si occupa di costruire la batteria, chi si occupa del confezionamento e del collegamento con il circuito e poi c’è una terza che si prende in carico il montaggio del tutto.

Logicamente sono fondamentali, prima dell’immissione sul mercato del prodotto, i test. Questi test solitamente durano mesi e mesi, proprio per scongiurare qualsiasi tipo di problema al dispositivo e, soprattutto, all’incolumità delle persone (come in questo caso specifico)

Vengono effettuati anche dei test sul surriscaldamento. Lo smartphone, infatti, viene testato con diversi tipi di temperature e tassi di umidità e sottoposto a degli “stress test”, simulando delle cadute e vibrazioni.

E’ a questo punto che, secondo Recode, potrebbe essersi verificata un’altra svista da parte di Samsung




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