Paradossi della giustizia italiana? Sentite la storia di MEGAVIDEO

Sicuramente se siete utilizzatori del web, almeno da qualche anno, avrete sentito parlare di MEGAVIDEO, un sito per la trasmissione in diretta (streaming) di video, chiuso nel 2012 per violazioni del diritto d’autore.

All’interno di questo portale (stracolmo di video di tutti i generi) non mancavano contenuti legati a show televisivi mandati in streaming senza alcun consenso dei legittimi proprietari. E fra questi show c’erano anche quelli di RTI (Mediaset per intenderci).

Nel 2010 il colosso italiano contattava Megavideo per chiedere l’immediata rimozione dei contenuti illegali, ma alle richieste non è mai giunta alcuna risposta. Mediaset cosi decise di denunciare il servizio per violazione dei diritti d’autore e concorrenza sleale.

La sentenza dopo 6 anni

Com’è tradizione dei tribunali italiani, la sentenza in oggetto è arrivata con UN PO’ di ritardo! Certo, è una sentenza di condanna per Megavideo ma crediamo che Kim Dotcom (creatore di Megavideo e di Megaupload) se la stia ridendo visto che oramai il servizio è chiuso da 4 anni

C’è addirittura un riferimento alle “future” violazioni che ha del paradossale, visto che Megavideo non si è nemmeno presentata al processo con un suo rappresentante legale, non esiste più da anni ed è altamente improbabile che il servizio venga ripristinato in tempi brevi con gli stessi contenuti presenti sui server originali.

Il risarcimento complessivo è stato quantificato in Euro 12.100.000,00 per la pubblicazione abusiva di circa 16.000 minuti di materiale televisivo.

Voi pensate che RTI verrà pagata?




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