Niente Pokémon nelle scuole

Il gioco Pokèmon GO della Niantic, che sta spopolando fra giovani e meno giovani in tutto il mondo resterà fuori dal portone delle scuole francesi: Najat Vallaud-Belkacem, ministro dell’istuzione, chiederà all’editore di escludere dalla mappa di gioco gli istituti scolastici.

Il motivo? Troppi rischi: le corse, i movimenti bruschi e improvvisi per dare la caccia ai Pokémon potrebbero comportare pericoli per la salute degli studenti, oltre a distrarli dalle lezioni.

I singoli istituti scolastici sono invitati a fare richiesta direttamente sul sito dell’editore Niantic, in attesa di una ratifica ufficiale. Domande dello stesso tenore sono state avanzate anche da ospedali e musei, le cui sale sono sempre più affollate di giocatori che fanno incetta di Pokeball per andare a caccia di Pokémon

In Italia niente divieti (per ora) 

Si può immaginare che l’iniziativa del ministro francese farà parlare anche nel nostro Paese. Per ora Stefania Giannini, il Ministro dell’Istruzione, pare non abbia un particolare odio contro l’applicazione.

Ma la situazione potrebbe cambiare nelle prossime settimane, proprio in virtù dell’esempio francese.

Per ora più attivo è il Codacons che nel luglio di quest’anno ha dichiarato all’Ansa di aver presentato un esposto alla Procura di Romaaffinché apra una indagine per attentato alla sicurezza dei trasporti e verifichi se l’applicazione in questione possa rappresentare un pericolo ai sensi del Codice della Strada”, come ha spiegato il presidente Carlo Rienzi che prosegue “al tempo stesso ci rivolgiamo al ministero dei trasporti perché adotti le misure del caso a tutela degli utenti della strada, compreso – qualora necessario – il divieto totale di diffusione dell’app Pokemon Go sul territorio italiano”.




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