le catene di sant’antonio a cosa servono?

In questi giorni si sente parlare molto delle “famose” catene di Sant’Antonio. In genere circolano su facebook tra le bacheche dei nostri amici.

Ma cosa sono?

Le catene di sant’Antonio prendono questo nome dal fenomeno che consisteva nell’inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione ai santi (Sant’Antonio è considerato uno dei santi oggetto di maggiore devozione popolare).

Un tipo di catena di Sant’Antonio molto diffusa tra ragazzi negli anni settanta ed ottanta era quello di spedire una lettera ad un amico sulla quale erano riportati alcuni indirizzi di altre persone.

L’amico, una volta ricevuta la lettera, avrebbe dovuto inviare una cartolina della sua città al primo degli indirizzi riportati ed una lettera identica a quella ricevuta ad un certo numero di persone di sua conoscenza, sulla quale avrebbe dovuto riscrivere l’elenco omettendo il primo indirizzo ed inserendo il proprio in fondo all’elenco. Ciò avrebbe dovuto consentire, dopo vari passaggi, di ricevere un gran numero di cartoline, in realtà era difficile che la catena in qualche modo non si rompesse.

Nei primi anni ottanta, inoltre, alcune ditte offrirono lavori di rappresentanza promettendo facili guadagni, che in realtà, salvo possedere un’abilità veramente grande, erano destinati a finire ben presto in una bolla di sapone, proprio perché basati sul principio della catena di Sant’Antonio, molto difficile da applicare a lungo.

Un mezzo alternativo di diffusione delle catene rispetto alla posta ordinaria era costituito dallo scrivere i messaggi sulle banconote (in particolare, in Italia, i biglietti da 1000 lire). I vantaggi risultavano evidenti: la carta moneta consente di passare attraverso un numero enorme di intermediari, evitando inoltre le spese postali.
Altro strumento molto utilizzato prima dell’avvento di Internet sono state le fotocopie, che eliminavano la trascrizione manuale, e in seguito i fax, che aggiunsero a questo vantaggio un notevole incremento nella rapidità di diffusione della catena.

In seguito anche gli SMS dei telefoni cellulari sono diventati veicolo di catene di sant’Antonio. Oggi, l’utilizzo di applicazioni per smartphone quali ad esempio Whatsapp, ha rinvigorito il fenomeno.

Le catene arrivano anche per email

Le catene di Sant’Antonio sono un fenomeno che non solo è riuscito a sopravvivere fino ad oggi ma che ha visto una vera e propria esplosione grazie alla diffusione delle e-mail dalla metà degli anni novanta. Attraverso Internet è infatti possibile inoltrare un identico messaggio a tutti i propri conoscenti in pochi secondi, con una singola operazione.

Quella delle catene di sant’Antonio è fin dagli albori di Internet una pratica espressamente vietata dalla netiquette, ma rimane ugualmente diffusa attraverso persone che in tal modo dimostrano involontariamente, oltre ad una certa ingenuità, la loro scarsa o nulla conoscenza del mondo dell’informatica e della rete. È sufficiente del resto che solo una piccola percentuale dei destinatari aderisca per assicurare la propagazione della catena.

Le catene ai nostri giorni

Al giorno d’oggi le catene si manifestano per lo più su facebook. Qualche buontempone si inventa il testo (spesso lo traduce da altre catene provenienti dall’estero) e inizia a pubblicare il tutto su facebook. Il social network, poi, fa il resto. Conosciamo bene le sue potenzialità quando si tratta di diffondere qualcosa




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