Le banche chattano coi clienti

L’era di internet è arrivata anche nelle banche. La stragrande maggioranza degli istituti bancari, infatti, ha attivato dei profili sui social media, non solo su LinkedIn, come ci si aspetterebbe, ma anche su Facebook, Twitter e YouTube.

Secondo un’indagine Abi, riportata dal Sole 24ore, 9 banche su 10 hanno adottato questa strategia, che permette di rimanere in contatto con il cliente e di dare risposte rapide.

I chatbot, programmi che simulano l’assistenza via chat da parte di una persona in carne e ossa rispondendo alle domande più comuni, non sono sufficienti.

Per essere sempre a disposizione dei clienti gli istituti utilizzano anche Facebook Messenger, Whatsapp, Skype e Telegram e formano personale dedicato all’assistenza online, che sappia utilizzare un linguaggio modellato sul singolo social media.

La comunicazione digitale è fatta in larga parte tramite immagini (gli utenti di Twitter, ad esempio, interagiscono più spesso con contenuti di questo tipo)

Non solo: le pagine social delle banche sono aggiornate almeno due volte al giorno, e alcune di loro hanno già una social media policy, un regolamento sui contenuti.

I post non sono strettamente di carattere economico ma spesso trattano argomenti artistici, culturali, turistici e di tutela del territorio di riferimento.




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