Il tramonto dei plug-in per il Web e di Flash

La tecnologia di animazione Flash è stata un caposaldo dell’interattività sul Web per quasi vent’anni e ha contribuito a rendere le pagine Web più ricche e interattive, in un’epoca in cui le limitazioni del linguaggio Html erano molto gravi.

Da forza propulsiva, però, Flash si è trasformato nel tempo in una zavorra; la necessità di un plug-in separato costringeva a un passaggio ulteriore prima di visualizzare i contenuti, e il peso computazionale introdotto rendeva i siti Web più pesanti e avidi di risorse.

Ma il difetto maggiore è legato all’evoluzione subita dal runtime nel corso del tempo: nato come strumento per creare semplici animazioni, Flash si è evoluto fino a trasformarsi in un ambiente di sviluppo ricco e complesso, utilizzato addirittura per creare videogiochi e altre applicazioni avanzate.

Questo cambio di focus ha causato enormi problemi legati alla solidità del codice e alla sicurezza, che Adobe non è mai riuscita a risolvere del tutto. È notizia di questi giorni la scoperta di un’ennesima vulnerabilità zero day, che affligge una delle versioni più recenti del plug-in e rappresenta soltanto l’ultimo episodio di una sequenza interminabile.

In una celebre lettera aperta, Steve Jobs rispose alle critiche sollevate da più parti per l’assenza di Flash nei dispositivi iOS, indicando Html 5 come lo standard del futuro e bollando Flash come “non più necessario”.

Nel 2010, quando la lettera fu resa pubblica, le affermazioni di Jobs potevano essere lette come una provocazione, ma oggi, a oltre 6 anni di distanza, i tempi sembrano ormai maturi. Adobe ha certificato il pensionamento degli strumenti di sviluppo Flash, che sono stati sostituiti nella Creative Suite da Animate, un software di animazione basato sugli standard Web.

Ma il colpo di grazia è arrivato da Google, che ha deciso di non accettare nuove pubblicità basate su Flash a partire dallo scorso giugno, e con l’inizio del prossimo anno le eliminerà del tutto dal suo network.

Apple, da tempo in prima linea nella lotta contro i plug-in proprietari, ha annunciato che la prossima versione 10 del suo browser Safari disabiliterà per default alcuni dei plug-in più noti e diffusi: Flash, naturalmente, ma anche Java, Silverlight e QuickTime.

La tendenza è ormai chiara: gli standard aperti basati su Html e Javascript hanno raggiunto un grado di maturità tale da consentire lo sviluppo di ogni genere di applicazione, e le estensioni proprietarie sono ormai superflue.




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