I server in fondo al mare: l’idea Microsoft

Per abbattere costi e tempi di realizzazione delle strutture Microsoft sta facendo delle prove tecniche per un centro dati sottomarino posto a centinaia di metri di profondità. Il primo prototipo di centro dati in grado di lavorare, infatti, è stato appena ultimato.

I centri dati contengono migliaia di server che producono moltissimo calore: per questo, in assenza di una adeguata refrigerazione, possono surriscaldarsi, andando in avaria e rischiando di bloccare milioni di processi essenziali per la vita di tutti i giorni.

Il progetto, partito a fine 2014, si chiama Natick e punta a risolvere soprattutto i “costosi problemi” dei data center: gli alti consumi elettrici e idrici per raffreddare i server, insieme alle emissioni di gas serra se l’energia usata è prodotta da fonti fossili.

Eccovi un video di presentazione

La seconda fase del progetto pilota comincerà in questi mesi e si pensa di utilizzare l’acqua per produrre l’energia necessaria a tenere attivi tutti i sistemi grazie a delle turbine.  Sempre secondo i ricercatori Microsoft questa tecnologia non solo servirebbe a ridurre i costi come detto, ma gli stessi servizi web opererebbero con maggiore rapidità: bisogna considerare che oggi la maggior parte della popolazione mondiale vive vicino alle coste, mentre i centri dati sono collocati in luoghi sperduti e lontani.

Avvicinarli agli utenti, renderebbe ovviamente i servizi telematici più celeri.

che ne pensate?




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