Google Play Musica vs Apple Musica

Torniamo a parlare di due colossi che da anni si sfidano a colpi di innovazioni. Google e Apple. Oggi vogliamo parlarvi dei due servizi musicali dei due colossi: Google Play Musica e Apple Musica.

Google Play Musica si presenta con un’offerta di tutto rispetto: sei mesi di musica gratis (poi 9,99€ al mese) e possibilità di caricare fino a 50 mila brani musicali della nostra libreria nel cloud di Google.

Apple Musica, da anni uno dei leader indiscussi del settore, ha trovato nel servizio Google un degno avversario (senza contare il terzo incomodo Spotify ovviamente), e per controbattere offre tre mesi di abbonamento gratuito e l’accesso a tutto il catalogo allo stesso prezzo dell’avversario ovvero 9,99 €.

Il tutto sui dispositivi iOS e sulla Appie TV, oltre che da computer Mac, PC Windows (tramite iTunes) e perfino dispositivi Android. Diversamente da Play Music, però, su Apple Musica non potremo caricare i nostri brani personali nel Cloud, a meno di non attivare iTunes Match per 24,99 € all’anno che consente di gestire fino a 100 mila brani.

Il vantaggio del servizio Itunes Match, per chi non ha problemi a spendere questi soldi, è che se i nostri brani hanno una bassa qualità audio, verranno sostituiti dalle versioni in alta qualità (se presenti su iTunes Store).

Occhio ai piani famiglia

Se abbiamo una famiglia numerosa, prima di fare una scelta può essere vantaggioso controllare anche i “piani famiglia” che permettono di aggregare a un unico abbonamento diversi componenti dello stesso nucleo familiare.

Sia Google Play Musica sia Apple Musica propongono un abbonamento fino a 6 persone per 14,99 €al mese. Per quanto riguarda le app iniziamo subito col dire che Apple Musica, grazie ad iOS 10, ha subito un notevole restyling, con il miglioramento di molte funzioni

Punto di forza è la nuova interfaccia che accoglie l’utente con la propria libreria di brani. L’app di Play Musica per iPhone offre menu più semplici e di facile consultazione rispetto a quella Apple mentre la versione iPad del servizio Google stata ottimizzata per offrire la migliore esperienza di visualizzazione ma appare ancora molto “rigida” nel passaggio tra una schermata e l’altra, molto più simile a un browser che a un’app musicale.

Classifiche dei brani più ascoltati o venduti e le nuove uscite sono tutte sezioni in cui perdersi per ore e ore. La funzione Cerca è precisa e veloce (con Google non poteva essere diversamente). Trovato l’album o il brano con un semplice tocco possiamo attivare l’ascolto.

Per quanto riguarda i cataloghi entrambi offrono oltre 30 milioni di brani (Google ne dichiara 35 milioni) e una buona qualità audio dello streaming che per Google può essere impostato fino a 320 Kbps, mentre Apple Musica ha un bitrate di 256 Kbps che con lo standard AAC garantisce risultati ottimi.

Per entrambi i servizi i brani possono essere scaricati per l’ascolto offline.




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