Amazon e il “bug” delle spedizioni sulle ISOLE ITALIANE

Abbiamo già parlato di questa “limitazione” messa in atto da Amazon qualche tempo fa. Stiamo parlando della drastica variazione inserita all’interno delle politiche di spedizione. Da come si può leggere sul sito ufficiale nella sezione riguardante le spedizioni alcuni prodotti non saranno più spediti nelle isole italiane.

Ecco cosa scrive il colosso dell’ecommerce

Non possiamo spedire nelle isole ed in alcuni comuni costieri alcuni articoli che contengono sostanze infiammabili, pressurizzate, ossidanti, corrosive, pericolose per l’ambiente, irritanti o dannose. Restrizioni simili potrebbero essere applicate anche da venditori Marketplace. Eventuali restrizioni alla spedizione saranno visualizzate durante il processo d’acquisto

Tutti gli articoli che contengono sostanze infiammabili, pressurizzate, ossidanti, corrosive, pericolose per l’ambiente, irritanti o dannose, venduti e spediti da Amazon, non possono essere consegnati nelle isole italiane. Di seguito, una lista non esaustiva di località verso cui la consegna non è possibile:

  • Sardegna
  • Sicilia
  • Venezia
  • Ponza
  • Capraia
  • Isola d’Elba
  • Isola del Giglio
  • Monte Argentario
  • Isole Tremiti
  • Bacoli
  • Capri
  • Ischia
  • Procida

Secondo le norme, quindi, non si potrebbe portare nessun dispositivo dotato di batteria acceso o spento che sia. Ci sarebbe il rischio di esplosione.

Ma c’è un errore, un bug se cosi lo vogliamo definire. Si perché, ad esempio, BACOLI non è affatto un’isola. Ha solo il “torto” (se cosi si può dire) di avere il CAP (codice di avviamento postale) uguale a quello di PROCIDA ed ISCHIA (che sono isole)

Eccovi una cartina che vi spiega la posizione del comune campano

amazon bug isole

Amazon probabilmente non ha considerato questo fattore e quindi, di fatto, penalizza i cittadini che risiedono in quelle località. L’esempio di BACOLI è soltanto uno, ce ne sarebbero molti altri.

AMAZON sveglia, cosi si fanno delle brutte figure di geografia 🙂




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