Agcom non ha potere di tutelare copyright

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), autorità italiana di regolazione e garanzia, alla quale è affidato il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare il pluralismo e le libertà fondamentali dei cittadini nel settore delle telecomunicazioni, dell’editoria, dei mezzi di comunicazione di massa e delle poste NON HA IL POTERE di intervenire in materia di copyright.

Nei giorni scorsi, la Corte costituzionale, infatti, ha deciso con una sentenza di inammissibilità, la n. 247 del 2015, una tra le più delicate questioni sul suo tavolo, che riguardava l’equilibrio tra diritto d’autore e libertà di espressione nel mondo digitale, ma anche la distribuzione del potere tra gli organi dello Stato.

La Corte ha dichiarato che la questione di legittimità sollevata è stata mal posta dal TAR Lazio e quindi è inammissibile ma, nella stessa sentenza, ha affermato che il Regolamento Agcom sul diritto d’autore non ha fondamento:

le disposizioni censurate non attribuiscono espressamente ad Agcom un potere regolamentare in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica

La sentenza conferma la bontà di quanto da sempre ribadisce Altroconsumo:

Per poter incidere sui diritti e sulle libertà dei consumatori, anche sul web, è necessaria una legge e non basta una iniziativa amministrativa – dichiara Marco Pierani, responsabile relazioni esterne di Altroconsumo – Ora auspichiamo che Agcom sospenda al più presto in autotutela l’operatività del Regolamento per evitare conflitti con quanto chiaramente indicato dalla Corte Costituzionale. In ogni caso la nostra battaglia continua ora al TAR Lazio e, se sarà necessario, al Consiglio di Stato”, conclude Pierani.

Quindi il Regolamento, di cui si è dotata autonomamente l’Agcom, che consente all’autorità di mettere offline quei contenuti e quei siti che in rete che dovessero violare le leggi a tutela del copyright, non può sostituire una legge approvata dal Parlamento che attualmente non esiste.




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